Pubblicato il

Estremo saluto pronunciato da Alfredo Paluselli al funerale di Bortolo Zagonel, 31 marzo 1951

Bortolo!
Prima che le tue spoglie terrene abbiano l’eterna pace, qui dove riposano i tuoi avi, ai piedi delle tue care montagne che eternamente fedeli ti sono di guardia e sulle loro enormi e belle pareti dolomitiche tu hai scritto, con carattere deciso, valoroso, buono e modesto, la tua immortale epigrafe, noi, tuoi amici, ti diamo l’estremo saluto.

Sei stato la soddisfazione dei tuoi genitori, la felicità di tua moglie e sei l’orgoglio dei tuoi figli e di esempio ai tuoi nipoti.

Tonadico ti onora fra i suoi figli migliori, alla Valle di Primiero hai dato nome e onore; la tua audace opera ha contribuito alla nascita di San Martino, alle guide sei stato di esempio e hai onorato la S.A.T. e il Trentino.

Il tuo nome ha varcato i confini, ha onorato la patria e la tua epigrafe sta scritta anche sui colossi granitici delle Alpi: Francia, e Svizzera, Austria fanno parte delle tue tappe di ascesa.

Dopo l’eroe Giorgio Winkler, tu hai osato e ti ha sorriso la vittoria sulla più bella torre del Vajolet! Nessun regnante al mondo ha un monumento eguale al tuo: la Marmolada. La regina delle Dolomiti ha concesso a te di violar la sua verginità per la parete sud!

Ora, per la tua buona opera nella vita, ti fu concesso di compiere l’ultima ascensione sulla cima più bella, più alta e più pura! Guardando le Pale, noi sentiamo che il tuo spirito lassù è ormai tanto più in alto e vola tranquillo nella luce eterna dello spazio immenso.

Lassù hai ritrovato e finalmente abbracciato il tuo degno rivale e amico Michele Bettega. E, come quando si arriva sulle cime di questa terra, hai stretto la mano ai tuoi colleghi di ardimento e di missione: al buon Marin, ai Tavernaro, ai Zecchini, a Faoro, a Turra, a Broch, a Silvio Agostini,a Sorapera, a Bernard, a Peratoner, ai Bich, ai Canrel, ai Maquignaz, a Balmat, a Croz, a Rizzi, a Dimai, a Dibona, a Lacedelli, a Checco de Helères, a Siorpais, a Piovanel, a Ossi, a Schroffenegger, a Innerkofler, a Comici, a Tita Piaz e alle altre guide che sono lassù, legate nei nodi dell’eterna cordata, e quali artefici, stanno commemorando la storia della montagna!

Lassù ti aspettavano anche migliaia di amici delle ascese terrene. I1 primo a venirti incontro fu Guido Rey, e quali custodi spirituali dei due Cervini, vi siete un po’ gelosamente, ma fraternamente stretti la mano.

Poi ti venne incontro la signorina Thomasson a ricordarti che ricorre proprio quest’anno il cinquantenario della vittoria sulla Marmolada. I germanici fratelli Mayer, ti abbracciarono, come lo fecero tante volte sulle cime dolomitiche!

Whimper, Whitwell, Christhomannos, Payer, Preuss, Dülfer, Zsigmondy, Norman Neruda, Merlet, Prati, Quintino Sella, Adriano Dallago, Ball, Grohmann, Bianchi, Ezio Polo, Castiglioni e il buon Gervasutti, al tuo arrivo in vetta, si sono messi subito a frugare nel tuo sacco e levare la tradizionale bottiglia di champagne, per poi, tutti assieme, brindare alla tua ultima ascensione, che chiude il ciclo storico dell’alpinismo classico dei bei tempi.

Or, da lassù, voi che dell’alpinismo sentivate una religione e che nel culto della montagna avevate per meta il miglioramento degli uomini, voi, forti, puri, nutriti di questo nobile ideale, che è la sorgente sana della vita, non dimenticateci e lasciate che il vostro spirito di bontà e d’amore voli su di noi per poter riscaldarci in questa vita fredda, e che nel vostro esempio, nei nostri cuori, ci sorrida la montagna e il sole!

Maestro, padre e nonno, Bortolo Zagonel! Il tuo esempio e la tua opera ci impongono di ricordarti sempre.

A.Paluselli, marzo 1951

Rispondi