I vocaboli dell’editoria: la sinossi

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Uno dei termini spesso sconosciuti in cui ci si imbatte quando si desidera pubblicare qualcosa per la prima volta è sinossi.

Ogni editore o agente letterario si trova ad avere a che fare con moltissimi testi, sarebbe impossibile per queste figure professionali eseguire il proprio lavoro se ogni testo non fosse accompagnato da una sinossi adeguata che aiuti a capire subito di cosa tratta il testo e a orientarsi di conseguenza. Se cerchiamo un sinonimo del termine sinossi possiamo trovare parole come sintesi, riassunto ecc. Risulta chiaro pertanto che la sinossi sarà la versione breve del testo che abbiamo scritto. 

Sì, ma con quale caratteristiche? 

Innanzitutto la sinossi sarà quasi sempre rivolta agli addetti ai lavori e pertanto non dovrà essere accattivante. In altre parole non dovrà essere bella e curata come fosse l’unica possibilità di fare breccia nel cuore dell’editore. Dovrà essere completa (sì, dovrà contenere anche i dettagli sul finale) e precisa, permettendo a chi la legge di avere in modo rapido una visione d’insieme della storia. Dovrà comunicare con poche parole l’atmosfera del libro (si tratta di un testo comico? Horror? O le tinte sono più da romanzo rosa?) ma senza aggettivi che la rendano autoreferenziale o inutilmente decorata.

Pertanto non sono adeguate a una sinossi frasi del tipo: «Una storia magnifica che si snoda con infinite sorprese e colpi di scena nell’incredibile castello di Hogwarts dove Harry, il più fantasmagorico di tutti i maghi, vivrà le sue affascinanti avventure». La frase precedente, in una sinossi, potrebbe presentarsi così: «La storia parla delle avventure del mago Harry nel castello di Hogwarts». Una bella differenza no?

La prima caratteristica della sinossi è quindi la franchezza. Deve contenere gli elementi minimi per inquadrare tutta la storia (sì, di nuovo, tutta). Non ascoltate chi vi dice che che nella sinossi non va inserito il finale in quanto ciò provocherebbe l’eventuale rischio di bruciarsi la storia. Gli addetti ai lavori non possono leggere fino alla fine ogni testo che gli capita davanti e, per questo motivo, necessitano di una sinossi completa che li informi sulla vicenda raccontata nella sua interezza. Risulta ovvio che se non ci stiamo rivolgendo a un lettore tecnico ma ad un lettore nel senso più tipico del termine, dovremo far attenzione a non rivelare dettagli sul finale. Solitamente per sinossi si intende però un testo rivolto agli addetti ai lavori, e quindi senza omissioni, come detto sopra. In poche parole dovremo riuscire attraverso la sinossi anche ad esprimere la costruzione della trama. 

Ecco di seguito la sinossi che avevo scritto per per una sceneggiatura tratta dal mio primo libro «Vento da Nord». Si tratta di una sinossi per un film ma non si differenzia da quanto potrebbe accadere per un romanzo.

«Un ragazzo dallo spirito artistico, dopo aver viaggiato per il mondo, torna nel suo Trentino dove realizzerà molti sogni. Tra questi diventerà guida alpina e aprirà la prima scuola di sci delle Dolomiti. Si innamorerà, si sposerà e avrà tre figli; ma a 36 anni deciderà di andare a vivere in solitudine nella baita che costruirà a 2200 metri. Chiamerà quella sua dimora Baita Segantini e lì vivrà in solitudine per 35 anni, fino alla morte, in profondo contatto con la natura». 

In queste poche righe non si fa perdere tempo al lettore e si va dritti al sodo. I pochi aggettivi presenti cercano di delineare soltanto le sensazioni generali della storia.

I rischi della sinossi

Può essere che un editore, preso da mille progetti, possa sfruttare le poche righe della sinossi proprio per valutare la capacità di scrittura o di sintesi dell’autore. Saranno quelle poche righe che vi potranno aprire o chiudere molte porte. Scrivete quindi quello che vorreste leggere se foste nella posizione della persone a cui proponete il testo, evitando di scrivere per voi stessi o per il potenziale acquirente del libro. 

Una delle regole principali per una buona sinossi potrebbe essere: siate brevi, molto brevi, e poi accorciate ancora un po’.

Cosa non deve contenere una sinossi? Opinioni, elogi, lunghe descrizioni, termini da recensione letteraria e cose non strettamente inerenti a quanto detto sopra.

Alfredo Paluselli
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